Cane Lupino del Gigante

Storia e tipologie

La Storia e Origini

Cos'è il Lupino del Gigante

L’utilizzazione del cane da pastore, per la guardia e lo spostamento dei greggi, nel nostro appennino reggiano risale a un’epoca tanto remota che risulta impossibile parlare di date certe e determinare l’origine dei nostri lupini. (Anche se alcune ricerche e ritrovamenti ossei nelle terramare emiliane fanno presumere l'origine a un periodo già tardo preistorico) Il nostro cane in esame ha un nome: LUVIN. Questo è il nome con cui i nostri vecchi dell’Appennino Reggiano hanno sempre chiamato questi splendidi animali! Questo simpatico cane viene adoperato per lo spostamento di mandrie e greggi in zone impervie e montane. D’origini molto antiche, come lo possono anche dimostrare alcune fotografie del passato. Stava scomparendo in silenzio com’è scomparso il mestiere del suo padrone: il pastore. Altra causa della fine di questo cane, oltre la motivazione appena citata, è il meticciamento. Difatti: a partire dagli anni 70 in poi abbiamo assistito all’arrivo di razze canine che prima erano estranee nel nostro comprensorio. Purtroppo per il medesimo lavoro svolto (l’utilizzazione del cane da parte dei pastori per lo spostamento delle greggi), le razze estranee sono entrate in contatto con il nostro LUVIN autoctono, incrociandosi. Il danno è stato causato anche dagli stessi pastori, che incrociandoli volutamente, non si sono resi conto che stavano perdendo una razza antica quanto il loro mestiere. Erano rimasti ancora pochi esemplari esenti da meticciamento, che solo Cristian Ielli ha saputo riconoscere e salvaguardarli. Infatti una volta meticciato il lupino perde innanzi tutto alcuni caratteri fisici e comportamentali che lo caratterizzano. Tanto per citare alcune delle razze con cui si sono irrimediabilmente meticciati i LUVIN, eccone un piccolo elenco: pastore tedesco, pastore belga, border collie. Diverse sono le storie (leggende) giunte a noi sulla nascita di questa razza una storia parla di cani che discendono direttamente dai lupi. Per secoli e secoli l’uomo della nostra montagna, lì addomesticò, lì selezionò, per farsi aiutare nel duro lavoro degli animali al pascolo. Riporto la vecchia frase di pastori che spesso dicono: “Il lupino c’è sempre stato”. Ma la verità la sappiamo dalle analisi genetiche. Gli ultimi cani non ancora meticciati sono stati salvati e da essi è stato prelevato il sangue per le ricerche genetiche. Solo con questi esemplari, campionati è stata salvata la razza di LUVIN puro, oggi denominata dall’associazione “Lupino del Gigante”. Per questi motivi solo gli esemplari che escono dall’associazione con regolare contratto di cessione sono Lupini del Gigante.

Tipologie

Il luvin, non è una razza con caratteri standar ben definiti, ma alcune caratteristiche sono inconfondibili sia a livello fisico che comportamentale. Il Lupino del Gigante possiede testa piuttosto piccola, appuntita, triangolare. Il muso è aguzzo e leggermente dritto o inarcato verso l’alto. Le orecchie sono dritte solitamente cortine, portate in maniera leggermente obliqua verso l’esterno del cranio. Gli occhi possono essere anche chiari, uno o entrambi. Possiede un corpo piuttosto ossuto, muscoloso, con una forte schiena dritta. Il bacino rimane alto come il garrese o lo supera leggermente. Come molte razze di cane da pastore, possiede quasi sempre lo sperone doppio o semplice nelle zampe posteriori. L’occhio è vivo, vispo e leggermente a mandorla. É dotato di una resistenza smisurata e un’ottima agilità. L’andatura è particolare: passo dopo passo incrocia le zampe posteriori tenendole leggermente oblique verso l’interno. Il passo e il trotto dell’animale è molto molleggiato. La corsa è composta da balzi eleganti, che e a guardare paiono quasi leggeri quando toccano suolo; anche se la velocità è sostenuta. In fatto caratteriale, si notano spesso legami di coppia tra maschio e femmina, se per esempio stanno in luoghi vicini o sono dello stesso possessore. Il carattere del Lupino è patronale e con i padroni della casa si affeziona a tutti, ma generalmente a uno solo lo reputa il suo capo branco. Agli altri della casa è riservato un rispetto pari quasi all’indifferenza. Il colore e la lunghezza del pelo variano molto anche a secondo della stagione. Vi sono anche rari esemplari con pelo leggermente ricciuto. I mantelli possono essere svariati dal marrone, rossiccio, rame, nero, bianco, pezzato, pomellato, grigio, zebrato, argento, arancio, marrone, cenerino, avorio e altre sfumature (possono essere di tutti i colori). La coda è presente sia in forma arricciata che a mezzaluna. La taglia del luvin può essere piccola, media, e taglia grande. La taglia grande nei lupini era apprezzata per la guardia della casa o per il pascolamento dei bovini. In questo caso si richiedeva un cane più possente per intimidire gli estranei e un cane più massiccio capace di sopportare meglio cornate o calci di bovini.

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